Manifestiamo il 27 giugno

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Se i cittadini sono tutti uguali di fronte alla legge, allora non può esistere qualcuno più uguale degli altri.
Se il livello di democrazia di una società è direttamente proporzionale alla libertà di stampa ed opinione, allora il Governo Berlusconi stà mettendo in pericolo la tenuta democratica del Paese.
Per questi motivi il 27 giugno manifesteremo per la democrazia e la libertà di stampa, contro il regime del Governo Berlusconi.
Difendiamo la Repubblica e combattiamo il governo dei principi!!!
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L’Associazione “Amici di Beppe Grillo di Vercelli”, il giorno 27 giugno 2008, dalle ore 09.00 alle ore 12.00, terrà una manifestazione di fronte al Palazzo di Giustizia di Vercelli, per protestare contro l’approvazione del Decreto Legge sulla Sicurezza, contenente le norme blocca processi e contro il progetto di legge del Governo riguardante le intercettazioni telefoniche e la libertà di stampa.
Durante la manifestazione, aperta a tutti i cittadini, le forze politiche e le associazioni cittadine, verrà consegnata una lettera di solidarietà, per l’intera Magistratura, al Presidente del Tribunale ed al Procuratore della Repubblica di Vercelli.
Parte dei manifestanti si incatenerà e si imbavaglierà simbolicamente, mentre verrà distribuito materiale informativo e verranno raccolte le firme per una lettera da inviare al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Confidiamo in una grande partecipazione da parte dei cittadini e delle forze politiche.
La nostra associazione, con questa prima manifestazione, conferma il proprio impegno nella battaglia sui diritti e sulla legalità, considerando fondamentale la difesa dell’indipendenza della Magistratura dagli altri poteri della Repubblica Italiana e la difesa della libertà di stampa e di informazione, messa in pericolo da norme che richiamano periodi bui della storia del nostro Paese.
Associazione Amici di Beppe Grillo
No al decreto salva Berlusconi 3

L’Associazione Amici di Beppe Grillo di Vercelli esprime la propria solidarietà alla Magistratura italiana, colpita pubblicamente, in questi giorni, da attacchi infondati e deliranti da una larga parte delle forze politiche presenti nel Parlamento Italiano.
Questa ennesima violenta offensiva contro la Magistratura rischia di scatenare definitivamente un conflitto terribile tra i poteri dello Stato, con forte rischio per la tenuta democratica del Paese.
Siamo consapevoli che i veri problemi della Giustizia italiana nascono dal proliferare di norme e leggine che, di fatto, impediscono agli organi di Polizia di investigare ed alla Magistratura di condannare i colpevoli dei reati e dalla continua riduzione delle risorse destinare ai tribunali ed alle forze di polizia. Questa situazione, come conseguenza, impedisce alla giustizia di perseguire, oltre ai membri della casta, anche i responsabili di crimini comuni, sociali e finanziari che, sfuggendo ai processi, contribuiscono a diffondere un clima di insicurezza e sfiducia tra i cittadini.
Una seria e responsabile classe politica affronterebbe e risolverebbe questa situazione e non si dedicherebbe, in maniera bipartisan, a processare sui giornali e nelle aule parlamentari, coloro che difendono le più elementari regole della democrazia e della giustizia, con una arroganza ed una violenza che conferma un assoluto disprezzo per le regole stabilite dalla Costituzione della Repubblica Italiana.
L’offensiva nei confronti della Magistratura si colloca in un disegno strategico che ha come obiettivo l’impunità dei membri della casta politica italiana. Questo perché siamo ormai all’imbarbarimento della vita politica e sociale, un imbarbarimento che intende affermare l’impunità come valore e privilegio assoluto per coloro che governano. E’ chiaro: l’impunità è il livello massimo del potere e i nostri politici lo sentono ormai come un diritto. Ma essere al di sopra della legge e sottrarsi al giudizio dei propri concittadini sono elementi connaturati del potere assoluto, quello dei sovrani e non possono essere invocati dai rappresentanti politici di una moderna democrazia.
Se non si porrà un freno all’arroganza della classe politica e dirigente del Paese, richiamandole al semplice rispetto delle regole della Costituzione, si permetterà un cammino a ritroso verso un sistema sociale fortemente diseguale, nel quale la distinzione sociale fra deboli e privilegiati sarà fortissima, soprattutto sui temi dei diritti e dell’uguaglianza di fronte alla legge: un sistema dove i forti saranno “più uguali dei normali cittadini”. Sarà una vera sconfitta per una moderna società democratica occidentale.
La nostra associazione conferma il proprio impegno nella battaglia sui diritti e sulla legalità, considerando fondamentale la difesa dell’indipendenza della Magistratura dagli altri poteri della Repubblica Italiana.
Associazione Amici di Beppe Grillo a Vercelli
No al decreto salva Berlusconi 2

Pubblichiamo uno dei volantini della manifestazione del 27 giugno davanti al Tribunale di Vercelli organizzata da "Amici di Beppe Grillo a Vercelli".
No al salva Berlusconi 1

L'Associazione Amici di Grillo di Vercelli ha preparato questa lettera da inviare al Presidente della Repubblica per chiedere che non venga firmata la legge di conversione del Decreto Emergenza che contiene le norme salva Berlusconi.
Collegatevi a https://servizi.quirinale.it/webmail/, inserite il testo (anche modificato) ed inviate la email al Presidente della Repubblica.
Grazie per l'aiuto.
Ill.mo Signor Presidente,
il Senato della Repubblica ha votato la conversione in legge del D.L. 23 maggio 2008 n. 92, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica.
Nel testo del decreto legge in approvazione sono stati inseriti, surrettiziamente, due emendamenti riguardanti la sospensione dei processi (compreso quello a carico del signor Silvio Berlusconi) che, in caso di approvazione del D.L., potrebbero ledere fortemente i diritti e gli interessi dei cittadini e mettere in discussione il principio di uguaglianza degli italiani di fronte alla legge.
Ad accompagnare questa terribile forzatura parlamentare, inoltre, in questi giorni il Presidente del Consiglio e la maggioranza di governo hanno lanciato l’ennesima violenta offensiva contro la Magistratura, che rischia di scatenare definitivamente un conflitto terribile tra i poteri dello Stato, con forte rischio per la tenuta democratica del Paese.
Lo stesso CSM, organo che Lei presiede, non è stato risparmiato dal barbaro attacco da parte dei rappresentanti delle forze politiche di maggioranza, che hanno chiesto al vice presidente di astenersi dall’esprimere opinioni, in spregio alle più elementari regole di dibattito civile e democratico.
L’offensiva nei confronti del CSM e della Magistratura si colloca in un disegno strategico che ha come obiettivo l’impunità dei membri della casta politica italiana. Questo perché siamo ormai all’imbarbarimento della vita politica e sociale, un imbarbarimento che intende affermare l’impunità come valore e privilegio assoluto per coloro che governano. E’ chiaro: l’impunità è il livello massimo del potere e i nostri politici lo sentono ormai come un diritto. Ma essere al di sopra della legge e sottrarsi al giudizio dei propri concittadini sono elementi connaturati del potere assoluto, quello dei sovrani e non possono essere invocati dai rappresentanti politici di una moderna democrazia.
Se non si porrà un freno all’arroganza della classe politica e dirigente del Paese, richiamandole al semplice rispetto delle regole della Costituzione, si permetterà un cammino a ritroso verso un sistema sociale fortemente diseguale, nel quale la distinzione sociale fra deboli e privilegiati sarà fortissima, soprattutto sui temi dei diritti e dell’uguaglianza di fronte alla legge: un sistema dove i potenti saranno “più uguali dei normali cittadini”. Sarà una vera sconfitta per il nostro Paese come per ogni moderna società democratica occidentale.
Il mio no alle norme salva Premier non si riferisce solo al moto di ribellione verso una persona che vuole piegare il diritto ai suoi interessi personali, ma deriva dalla volontà di fissare punti fermi ed insuperabili, nel diritto e nei rapporti sociali, da parte di una classe politica ormai distante e separata dal Paese. Se oggi non si pone un freno alla spinta di regime che caratterizza la vita della nostra giovane Repubblica, l’arrivo non potrà che essere la negazione dei principi democratici e di uguaglianza tra i cittadini. ….E uno dei modi per definire questa situazione è anche: fascismo!
Per questo motivo, Signor Presidente, Le chiedo di opporsi con fermezza alla Legge che Le verrà sottoposta per la firma. In particolare la norma blocca processi deve essere respinta per la palese incostituzionalità sia procedurale che sostanziale. Le chiediamo, quindi, di esercitare il Suo diritto sancito dalla Costituzione (art. 74), a rinviare alle Camere la legge chiedendone un riesame, utile ad eliminare le norme incostituzionali ed al limite dell’attentato alla Costituzione.
Nel caso il Parlamento si ostinasse nella approvazione del testo così come oggi conosciuto, voglio spingermi a chiederLe di esercitare il Suo ruolo di difensore della Costituzione e dei diritti democratici, opponendo il netto rifiuto alla promulgazione della Legge (come previsto dall’art. 90 della Costituzione) e, se necessario, a presentare le Sue dimissioni da Presidente della Repubblica, dando un segnale chiaro ed estremo della situazione di emergenza costituzionale creata dai partiti che compongono la maggioranza di governo.
Da parte mia, invece, confermo il personale impegno nella battaglia per la difesa dei legalità e dei diritti dei cittadini, considerando fondamentale la difesa dell’indipendenza della Magistratura dagli altri poteri della Repubblica Italiana, ma soprattutto confermo la volontà di oppormi alle “spinte di regime” che provengono dal mondo politico e produttivo, che rischiano di mettere in discussione i fondamenti della nostra società repubblicana e democratica.
Con ossequio.
Annullerò senza più rimorsi...

Macerarsi in dubbi e rimorsi è il destino degli elettori di sinistra e neppure io sono sfuggito a questa regola negli ultimi due giorni. Ho letto gli appelli di importanti personaggi pubblici (che apprezzo) rivolti agli astensionisti e le sollecitazioni di amici e compagni, che mi hanno messo di fronte ad una mia terribile possibilità: quella di consegnare il Paese a Berlusconi.
In molti, negli ultimi giorni di campagna elettorale, mi hanno ricordato che annullare la scheda e sollecitare altri elettori a negare il voto a Veltroni oggi può tradursi in un incubo poiché, come scrive Pancho Pardi a Grillo sulla pagine di Micromega, "se la coalizione Berlusconi-Fini-Bossi-Ciarrapico avrà un solo voto in più della coalizione Veltroni-Di Pietro, lo psiconano (…) avrà per cinque anni uno strapotere di governo, cambierà la Costituzione e si farà eleggere per sette anni Presidente della Repubblica con poteri ancora più grandi, e in dodici anni di potere semidittatoriale modellerà a sua immagine la Corte Costituzionale, i servizi segreti, i carabinieri, la polizia, la guardia di finanza…"
Questo scenario mi ha costretto a ripensare alla mia decisione di annullare la scheda. E’ terribile pensare che un successo elettorale della Pdl possa riportare il mio Paese ad una situazione di dittatura dolce, di pre fascismo, nella quale si potrebbero verificare altre Bolzaneto, dove la magistratura verrà sottomessa al governo, e quindi non potrà più indagare sulle porcherie dell’establishment, la casta diventerà sempre più intoccabile.
Ma non solo! Con un Governo Berlusconi verranno approvate leggi ad personam, non verrà risolto il conflitto di interessi, la mafia continuerà a spadroneggiare con l’appoggio dei politici, i lavoratori saranno sottoposti a regole di precariato, i concorsi saranno truccati, la pubblica amministrazione sprecherà enormi risorse senza indirizzare finanziamenti alla ricerca ed alla sanità. Il futuro dei miei figli sarà peggiore del mio poiché il Governo privilegerà la costruzione di inceneritori, centrali (magari nucleari), autostrade ed inutili infrastrutture, linee ad alta velocità fuori da ogni logica di mercato e di sviluppo compatibile, condannando l’ambiente a vacillare sotto il cemento e l’inquinamento.
Poi mi sono detto: ma lo hanno già fatto! Questa è esattamente la situazione che l’Italia vive dal primo governo Berlusconi, al quale sono succeduti Prodi, Amato, D’Alema (con la sua bicamerale salva Berlusconi), ancora Berlusconi e ancora Prodi. La stessa situazione che il partito di Veltroni tollera e ha tollerato sino ad oggi e che tollererà domani, soprattutto in caso di vittoria elettorale.
Ma allora il problema non è l’incubo Berlusconi, bensì il fatto che la società e la politica italiana, nonostante tutto, non siano ancora state in grado di sviluppare in questi ultimi anni, potenti anticorpi contro un’intera casta di parassiti che, in modo bipartisan, hanno distrutto la democrazia, la legalità ed i diritti in questa sfortunata Repubblica.
Non mi riterrò colpevole se, mancando anche solo il mio voto al Pd o alla Lista Arcobaleno, Berlusconi vincerà. La colpa è da attribursi sin da ora proprio ai partiti del centro sinistra che, al governo per sette anni, in due riprese, hanno favorito la sopravvivenza di Berlusconi ed hanno disatteso alle promesse elettorali, soprattutto sui temi della Giustizia, delle riforme costituzionali, delle leggi vergogna, del mondo del lavoro, del potere dell’informazione.
…E ora gli artefici del disastro ci chiedono il voto per porre rimedio…… Ma con che faccia, con quale coraggio!!!! Caro Veltroni, Lei sembra più un piazzista che un politico, soprattutto grazie a quegli atteggiamenti tanto pacati, quanto fuoriluogo, da grande uomo politico che solo Lei crede di essere. L’autorità ed il carisma si guadagnano per ciò che si è fatto e non per ciò che ci si ripromette di fare. Il voto, come per l’autorità, lo si ottiene per i risultati ottenuti e non per le promesse elettorali. Quelle sono buoni tutti a farle e meglio di Lei il Cavalier Berlusconi, con il quale, peraltro, avete grandi punti programmatici in comune.
Quindi vinca pure Berlusconi, se questo sarà veramente il verdetto elettorale. Credo fermanente che sotto la sua dittatura potranno svilupparsi più velocemente gli anticorpi necessari per spazzare la malattia che affligge il Paese, poiché la società civile è finalmente in grande subbuglio.
Nel caso di vittoria di Veltroni, invece, l’impegno a darci una classe politica e dirigente migliore, più moderna e, finalmente di sinistra, rimarrà invariato, anche se più lento, perché, in ogni caso, la rivoluzione pacifica stà ormai partendo dalla gente e la casta, con queste elezioni, dovrà accorgersi dell’onda di piena che gli arrivando addosso.
No, basta macerarsi!!! Ho voluto dare ancora fiducia ventuno mesi fa al centro sinistra. Sono stato tradito ed umiliato, ma l’esperienza è servita a comprendere che questo Paese ha bisogno di una rivoluzione pacifica, con la quale spazzare i politici corrotti e disonesti, ma anche quelli incapaci e inconcludenti, gli yes man e i vassalli, per fare posto a donne e uomini nuovi che, come dice Grillo, possono programmare un futuro che potranno vedere.
In queste elezioni voglio castigare proprio le forze politiche che più hanno deluso e tradito il loro elettorato, negandogli il mio voto. Dobbiamo dare il segnale se vogliamo cambiare le cose. Loro dovranno prenderne atto, comprendere e farsi da parte.
Questa volta non potranno considerarmi complice ed accusarmi di qualunquismo. Non sono un qualunquista perché sono politicamente schierato ed eserciterò il mio dovere di cittadino partecipando al voto. In democrazia anche l’annullamento della scheda elettorale è partecipazione. Chi non lo capisce è fuori dal mondo.
Non so se la parola d’ordine di questo grande movimento spontaneo, che stà prendendo forma in questi mesi, sarà “vaffanculo” . L’unica certezza che ho è che voglio esserci senza più dubbi: voglio farlo per il mio Paese, devo farlo per i miei figli.
Dario Roasio
Il culo come la faccia 2 - seconda parte

Il culo come la faccia 2

Vi ricordate i nostri post sulla Birmania pubblicati nella categoria interventi e, in particolare, quello dal titolo un po’ colorito "il culo come la faccia" pubblicato su http://blog.societademocratica.com/tag/birmania? Manifestavamo il nostro disgusto per l’indiferrenza dei governi occidentali per il dramma birmano, chiedendo uno scatto di orgoglio da parte di tutti. Non solo quello scatto è mancato, ma oggi ci risiamo anche con la Cina. Tutto l'Occidente, ma purtroppo anche il Governo Italiano e gli imprenditori nostrani, si stanno comportando allo stesso modo, mostrando ai propri cittadini indignati il loro deretano che, ormai è identico all'odiosa faccia che esibiscono in pubblico ogni giorno.
Vi segnaliamo un servizio pubblicato sul quotidiano "la Repubblica" e disponibile on line (http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/esteri/tibet-scontri-lhasa-3/reportage-d-ginori/reportage-d-ginori.html?ref=search) che parla delle torture inflitte ai monaci tibetani dal regime fascista cinese (cominciamo a chiamarlo con il suo vero nome), in nome della sicurezza nazionale, ormai un tutt'uno con la sicurezza degli affaristi e dei potenti cinesi.
C’è da rimanere sconvolti da quello che si legge e c’è da chiedersi perché i Governi occidentali e i loro comitati nazionali per lo sport non abbiano ancora deciso il boicottaggio dei Giochi Olimpici 2008.
Non è più possibile intrattenere rapporti politici e commerciali con la dittatura militare cinese perché se oggi si parla dell’oppressione del Tibet, “l’altroieri” si è consumata la strage dei giovani studenti a Tienanmen e solo ieri (proprio per la gestione dei giochi) si è oscurata la rete, si sono bloccati i blog, si è imposto il bavaglio a giornalisti ed atleti e, cosa raccapricciante, si sono sloggiati dalla capitale oltre un milione (si, avete letto bene) di abitanti (http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/esteri/cina-olimpiadi/cina-olimpiadi/cina-olimpiadi.html?ref=search ), con metodi da Gestapo, per fare posto ai cantieri.
Come possiamo tollerare il fatto di avere rapporti con una dittatura vorace e senza scrupoli che ignora i più elementari diritti dei propri cittadini e che non si fa scrupolo di farne strage? Sì, perché non è solo un problema di repressione, ma anche di sicurezza sui posti di lavoro, di inquinamento, di sfruttamento del lavoro, di assenza di assistenza sanitaria, di assenza dello stato sociale in un regime, pensate che faccia di culo, che si definisce comunista. Si parla di migliaia di morti all’anno, senza che nessuno possa fare o dire nulla. Certo, questo è il tipo di partner che Caleraro, candidato del PD alle elezioni politiche, ed i suoi colleghi (come Colaninno) preferiscono, poiché gli imprenditori come lui “vivono di mercato e non di politica” (intervista del 6 ottobre 2007 a “la Repubblica” sui fatti della Birmania), di un mercato senza regole che aumenta i profitti delle aziende occidentali e distribuisce ricchezza ai “signori” locali, aumentando la miseria della gente comune. E’ il mercato che tollerano gli imprenditori e i politici di destra e di sinistra occidentali, in maniera bipartisan, ma che noi, cittadini democratici, non accettiamo.
…E il problema è proprio il mercato. Un governo italiano, espressione del Pd oppure della Pdl, oggi non solleverebbe un dito per nessuno dei paesi industrializzati costretti sotto una dittatura che, con i nostri imprenditori, intrattiene proficui rapporti commerciali, perché l’unico diritto da riconoscere, secondo i nuovi liberisti, è quello del potere economico, anche se sfrutta e uccide le persone.
Ministro D’Alema, stiamo ancora aspettando le sanzioni contro il regime birmano che dovevate deliberare, in sede di Unione Europea, lunedì 15 ottobre 2007 (http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/esteri/birmania-2/birmania-sanzioni/birmania-sanzioni.html?ref=search), se questo è l’impegno, allora povero Tibet e povei Cinesi.
Ma quali sanzioni contro Cina e Birmania…!!! Persino quell’anziano banchiere, che per divertimento suo e sfortuna nostra, è stato Presidente della Repubblica, tal Ciampi, è stato uno dei più strenui difensori degli accordi commerciali tra Cina e Italia. Capeggiò la spedizione degli imprenditori italiani a Pechino e si spese per ogni tipo di accordo, persino quello di collaborazione sportiva tra i due paesi, basta infognarci in un rapporto stretto con quella dittatura militare.
Quell’ometto senza carattere e senza senso della democrazia (firmò senza fiatare tutte le leggi vergogna di Berlusconi & C.) era il riferimento dell’intera nostra classe politica, quindi che c…. ci possiamo aspettare dai Veltrusconi sulla questione diritti umani nel mondo???
Ma allora che fare? E’ necessario che si obblighi la Cina ad un percorso di democrazia e l’unico modo, per quanto possa sembrare in contraddizione, è isolare quel paese economicamente. L’occidente deve chiudere le frontiere ai prodotti cinesi e percorrere, se necessario, una politica di forti dazi doganali sui semilavorati delle aziende occidentali provenienti dalla Cina. Quel paese, oggi, non ha un mercato interno che possa assorbire la produzione e questo significa far saltare il giochino agli affaristi cinesi e a quelli occidentali loro complici.
Fine prima parte.....
I politici non hanno a cuore la Giustizia
Gherardo Colombo, ex pm del pool Mani Pulite e delle indagini sulla loggia P2, risponde alle domande degli spettatori.
Su "la Repubblica TV"
V2 - Day nelle piazze d'Italia
Non mancare
firma per i Referendum a Vercelli e Biella

"Il 25 aprile si terrà il V2 Day sulla libera informazione in un libero Stato. Il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato "crede" di decidere. Disinformare è il miglior modo per dare ordini. Si raccoglieranno le firme per tre referendum: l'abolizione dell'ordine dei giornalisti di Mussolini, presente solo in Italia, la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria, che la rende dipendente dalla politica, e l'eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un'informazione libera dal duopolio partiti-Mediaset."
Beppe Grillo
Referendum Su:
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ABOLIZIONE DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI - l'ordine dei giornalisti di Mussolini ha creato una casta autoreferenziale. Informare è un diritto di tutti.
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ABOLIZIONE DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO ALL'EDITORIA - il finanziamento pubblico all'editoria costa un miliardo di euro all'anno. I politici pagano gli editori per poterli usare e controllare.
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ABOLIZIONE DELLA LEGGE GASPARRI - in nessuna democrazia del mondo una legge vergognosa come la Gasparri consegna le televisioni a un gruppo privato come Mediaset e ai partiti. L'informazione va restituita ai cittadini.
Per info: http://www.beppegrillo.it/v2day/area/index.php?banchetto=206
Per info: http://www.beppegrillo.it/v2day/area/index.php?banchetto=42








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