No al salva Berlusconi 1

L'Associazione Amici di Grillo di Vercelli ha preparato questa lettera da inviare al Presidente della Repubblica per chiedere che non venga firmata la legge di conversione del Decreto Emergenza che contiene le norme salva Berlusconi.
Collegatevi a https://servizi.quirinale.it/webmail/, inserite il testo (anche modificato) ed inviate la email al Presidente della Repubblica.
Grazie per l'aiuto.
Ill.mo Signor Presidente,
il Senato della Repubblica ha votato la conversione in legge del D.L. 23 maggio 2008 n. 92, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica.
Nel testo del decreto legge in approvazione sono stati inseriti, surrettiziamente, due emendamenti riguardanti la sospensione dei processi (compreso quello a carico del signor Silvio Berlusconi) che, in caso di approvazione del D.L., potrebbero ledere fortemente i diritti e gli interessi dei cittadini e mettere in discussione il principio di uguaglianza degli italiani di fronte alla legge.
Ad accompagnare questa terribile forzatura parlamentare, inoltre, in questi giorni il Presidente del Consiglio e la maggioranza di governo hanno lanciato l’ennesima violenta offensiva contro la Magistratura, che rischia di scatenare definitivamente un conflitto terribile tra i poteri dello Stato, con forte rischio per la tenuta democratica del Paese.
Lo stesso CSM, organo che Lei presiede, non è stato risparmiato dal barbaro attacco da parte dei rappresentanti delle forze politiche di maggioranza, che hanno chiesto al vice presidente di astenersi dall’esprimere opinioni, in spregio alle più elementari regole di dibattito civile e democratico.
L’offensiva nei confronti del CSM e della Magistratura si colloca in un disegno strategico che ha come obiettivo l’impunità dei membri della casta politica italiana. Questo perché siamo ormai all’imbarbarimento della vita politica e sociale, un imbarbarimento che intende affermare l’impunità come valore e privilegio assoluto per coloro che governano. E’ chiaro: l’impunità è il livello massimo del potere e i nostri politici lo sentono ormai come un diritto. Ma essere al di sopra della legge e sottrarsi al giudizio dei propri concittadini sono elementi connaturati del potere assoluto, quello dei sovrani e non possono essere invocati dai rappresentanti politici di una moderna democrazia.
Se non si porrà un freno all’arroganza della classe politica e dirigente del Paese, richiamandole al semplice rispetto delle regole della Costituzione, si permetterà un cammino a ritroso verso un sistema sociale fortemente diseguale, nel quale la distinzione sociale fra deboli e privilegiati sarà fortissima, soprattutto sui temi dei diritti e dell’uguaglianza di fronte alla legge: un sistema dove i potenti saranno “più uguali dei normali cittadini”. Sarà una vera sconfitta per il nostro Paese come per ogni moderna società democratica occidentale.
Il mio no alle norme salva Premier non si riferisce solo al moto di ribellione verso una persona che vuole piegare il diritto ai suoi interessi personali, ma deriva dalla volontà di fissare punti fermi ed insuperabili, nel diritto e nei rapporti sociali, da parte di una classe politica ormai distante e separata dal Paese. Se oggi non si pone un freno alla spinta di regime che caratterizza la vita della nostra giovane Repubblica, l’arrivo non potrà che essere la negazione dei principi democratici e di uguaglianza tra i cittadini. ….E uno dei modi per definire questa situazione è anche: fascismo!
Per questo motivo, Signor Presidente, Le chiedo di opporsi con fermezza alla Legge che Le verrà sottoposta per la firma. In particolare la norma blocca processi deve essere respinta per la palese incostituzionalità sia procedurale che sostanziale. Le chiediamo, quindi, di esercitare il Suo diritto sancito dalla Costituzione (art. 74), a rinviare alle Camere la legge chiedendone un riesame, utile ad eliminare le norme incostituzionali ed al limite dell’attentato alla Costituzione.
Nel caso il Parlamento si ostinasse nella approvazione del testo così come oggi conosciuto, voglio spingermi a chiederLe di esercitare il Suo ruolo di difensore della Costituzione e dei diritti democratici, opponendo il netto rifiuto alla promulgazione della Legge (come previsto dall’art. 90 della Costituzione) e, se necessario, a presentare le Sue dimissioni da Presidente della Repubblica, dando un segnale chiaro ed estremo della situazione di emergenza costituzionale creata dai partiti che compongono la maggioranza di governo.
Da parte mia, invece, confermo il personale impegno nella battaglia per la difesa dei legalità e dei diritti dei cittadini, considerando fondamentale la difesa dell’indipendenza della Magistratura dagli altri poteri della Repubblica Italiana, ma soprattutto confermo la volontà di oppormi alle “spinte di regime” che provengono dal mondo politico e produttivo, che rischiano di mettere in discussione i fondamenti della nostra società repubblicana e democratica.
Con ossequio.
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